I Fantastici Quattro di Robinson e Kirk

I Fantastici Quattro sono diventati una famiglia di super-eroi con super problemi, nel ciclo creato da James Robinson e Leonard Kirk. Qualcuno potrà obiettare che, almeno per quanto riguarda i personaggi della Marvel Comics, la questione è sempre stata così.

Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Dice Ben Parker, zio dell’Uomo Ragno, usando parole che diventeranno marchio caratteristico di ogni super-eroe della casa delle idee. E, se il fantastico quartetto ha vissuto sempre avventure con una matrice drammatica ma a sfondo ottimistico, lo scrittore britannico sconvolge l’indole della prima famiglia Marvel con le storie pubblicate negli States a partire dal 2014.

I F4 più riusciti degli ultimi anni

Sono un convinto estimatore del lavoro svolto dalla coppia Robinson/Kirk e sono pronto a scommettere che questi albi diventeranno un classico al fianco di quelli prodotti da Lee/Kirby e da John Byrne. Si tratta di storie che mettono in discussione rapporti e legami famigliari, vincoli consolidati di amicizia e dinamiche di squadra in modo rivoluzionario. Il sentore del cambiamento radicale parte dal cambio di costume, dove il rosso, segno qui di allarme e pericolo, sostituisce lo storico blu. Il ciclo inizia con il piede premuto sull’acceleratore: i Fantastici Quattro sembrano non combinarne più una di giusta e, da idoli della gente, diventano subito degli avventurieri a rischio guardati con sospetto e rancore.

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Illustrazione di Leonard Kirk © Tutti i diritti riservati.

I segreti dei Fantastici Quattro

James Robinson porta a galla segreti tenuti nascosti per anni e sfrutta perfettamente nella sua saga, tra i pochi scrittori Marvel, l’evento Original Sin dove, con la morte dell’Osservatore, quanto carpito da quest’essere sopra le parti, viene a galla: davvero Reed Richards, genio assoluto capace di progettare strumenti e tecnologie all’avanguardia, non è mai stato in grado di curare l’amico Ben Grimm, divenuto un mostro di mattoni arancioni? A questo mistero, e a molti altri, pone finalmente risposta il ciclo di Robinson/Kirk.

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Illustrazione di Leonard Kirk © Tutti i diritti riservati.

La crisi di Susan Storm

L’elemento collante della prima famiglia Marvel è Susan “Sue” Storm, la Donna Invisibile. Pensata dalla coppia Stan Lee e Jack Kirby, ideatori dei Fantastici Quattro nel 1961, al principio come una figura di contorno a una squadra di uomini – le viene conferito il potere di diventare invisibile, solo in seguito sviluppato in facoltà molto più interessanti e pericolose – Sue assume un ruolo fondamentale nella lunga saga prodotta da John Byrne che, di fatto, costruisce le sue trame attorno a lei. Intelligentemente, James Robinson individua nella Donna Invisibile il punto di rottura del gruppo: la moglie di Reed Richards, sorella di Johnny Storm e amica stretta di Ben Grimm, non riesce più a salvaguardare la propria famiglia di fronte a una minaccia subdola, camaleontica e nascosta. Ciò la spinge a una crisi di nervi che la porta persino ad affrontare, da sola, l’intera squadra dei Vendicatori/Avengers.

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Illustrazione di Leonard Kirk © Tutti i diritti riservati.

I F4 cadono e risorgono

Da veterano della narrativa disegnata, James Robinson sfrutta il progetto denominato All-New Marvel Now dall’interno più profondo: stop alle perlustrazioni spaziali, alle avventure in altre galassie e dimensioni, ai nemici improbabili e divini, largo invece alle dinamiche famigliari, alle avversità del quotidiano, ai sentimenti di paura e amore. I suoi Fantastici Quattro cadono rovinosamente, nel peggiore dei modi, perdono su tutti i fronti: fisicamente e moralmente. Se Susan Storm è l’emblema della solidità frantumata, il fratello Johnny Storm, la Torcia Umana, è il vertice opposto: la fragilità, la concausa che scatena una serie terribile di crepe.

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Illustrazione di J. G. Jones © Tutti i diritti riservati.

La morbidezza di Kirk

Se i testi di James Robinson rinnovano e innovano, stravolgono il concetto di famiglia fantastica calandola nella quotidianità più drammatica e oscura, per poi utilizzare le stesse debolezze come basi di riconquista, i disegni di Leonard Kirk sono responsabili dell’altra metà del riuscito lavoro. Kirk ha prodotto, tra le altre cose, un accattivante ciclo di Supergirl, la fresca super-eroina della DC Comics, e ne ha conservato lo stile adeguandolo ai F4. Alle tensioni elaborate dal collega sceneggiatore, il disegnatore contrappone un tratto morbido e plastico, figlio di una linea chiara e sinuosa, che rinvigorisce la squadra donandole vivacità e brio.

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Illustrazione di Leonard Kirk © Tutti i diritti riservati.

Le colpe della Marvel

Se la casa delle idee ha il merito di aver messo insieme una coppia di autori capace di produrre una saga che ha saputo ridare lustro ai Fantastici Quattro, ha però anche una grave colpa: rispetto a cicli storici e classici come quello di Lee/Kirby e del successivo più recente di Byrne, Robinson/Kirk hanno potuto offrire un lavoro ben sviluppato e completo, ma che poteva proseguire oltre, se i vertici non avessero deciso di chiudere la testata nel 2015, per rilanciarla nuovamente nel 2018. Questa però è un’altra storia.

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