Batman Caos Snyder

Ho seguito, acquistato e letto gli albi di Batman sin dai tempi della Editrice Cenisio, all’epoca era tra i mie personaggi preferiti. Ho atteso, quando la Cenisio ha chiuso i battenti, che la crisi dei super-eroi scivolasse via per poter seguire ancora l’uomo pipistrello in edizione italiana: l’intervallo non è stato per nulla breve, dopo la parentesi Glenat, la Play Press, la Planeta DeAgostini, da qualche anno, Batman e i super-eroi DC Comics sono nelle mani della RW Edizioni. Nel frattempo ho letto e comprato di tutto, sul cavaliere oscuro: spillati, graphic novel, albi fuori serie scritti e disegnati dalla crema dei fumettisti internazionali. Fino al caos orchestrato da Scott Snyder.

L’uomo che amava Batman

Scrittore e fumettista statunitense, Scott Snyder è osannato da lettori e critici, per aver immerso mani e mente sino agli albori della leggenda iconica che risponde al nome di Batman. All’uomo pipistrello, Snyder deve una notorietà che prima non aveva, assieme a un’indiscussa gratitudine per aver ottenuto, in esclusiva, un contratto con la DC Comics nel 2011 e l’approdo alla testata Detective Comics – la collana regolare gemella che propone le avventure di Batman -. In occasione di New 52, un importante rilancio delle pubblicazioni dell’editore di Burbank, a Snyder è affidata anche l’altra collana regolare: Batman. Assieme a Greg Capullo, talentuoso illustratore, lo scrittore riplasmerà le origini del mito dando vita alla saga La Corte dei Gufi. Ed è questo ciclo di storie a conferirgli una vasta popolarità e a creare una profonda spaccatura tra i fans: c’è chi lo ama, la maggior parte di essi, e chi lo odia, una quantità inferiore di lettori ma comunque significativa.

Al di là delle opinioni soggettive, Scott Snyder ama Batman: lo si intuisce in ogni pagina, in ogni arco narrativo, nella passione sfrenata che lo guida. Ed è questo il problema: la passione.

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Illustrazione di John Romita Jr. © Tutti i diritti riservati.

Il potere di Scott Snyder

Ottenere importanti e accertati risultati in termine di vendite e popolarità, attribuisce potere. La popolarità di Snyder, dopo il successo ottenuto con La Corte dei Gufi, è alle stelle: la DC Comics gli rinnova fiducia e progetti a occhi (quasi) chiusi, gli stende una sorta di tappeto rosso davanti che consente a Scott Snyder una libertà creativa tipica dei grandi nomi dei comics. Lo scrittore produce saghe che rivoluzionano il mito batmaniano, in barba a qualsiasi altro predecessore: e qui inizia a inciampare nei lacci delle sue stesse scarpe. La DC approva la collana All Star Batman che, nelle intenzioni di Snyder, propone storie scritte esclusivamente da lui appoggiato, a rotazione, da illustratori di primo piano.

Si comincia con Snyder / Romita Jr. – disegnatore che il sottoscritto ama dai tempi del suo Uomo Ragno -. Se John Romita Jr. offre un lavoro di buona qualità corrispondente agli standard riconosciuti, lo scrittore invece scricchiola, perde colpi, dipana una saga caotica lesinando gli elementi chiave per favorire una lettura gradevole: sfrutta male le caratteristiche di uno stile consolidato. Il risultato è mediocre, sebbene la partenza – come avviene anche in seguito – lasciasse ben sperare. Scott Snyder sembra voler risparmiare idee, allunga il brodo e dimentica di metterci sale e spezie, diviene insipido.

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Illustrazione di Greg Capullo © Tutti i diritti riservati.

La sintesi sconosciuta di Scott Snyder

Leggo Batman il cavaliere oscuro, mensile della RW a totale appannaggio di Scott Snyder, sin dal primo numero. Ha un prezzo medio e una foliazione superiore alle altre collane degli eroi DC, ma non lo ho ancora abbandonato solo per un motivo: la pubblicazione nella testata di Batgirl. In Dark Nights Metal, Snyder prosegue la sua involuzione ma, stavolta, non colpisce soltanto lui: i disegni di Greg Capullo sono, in alcune sequenze, irriconoscibili, sembrano abbozzati in fretta, nervosi e colmi di dettagli sgradevoli. Lo scrittore riempie le pagine di testo, le affoga, le appesantisce: il dono della sintesi, che non ha mai avuto, qui è totalmente assente. Ci sono sette diversi Batman malvagi in un contesto orrorifico e mefistofelico, la Justice League al completo e un minestrone infinito di ingredienti spacciati per mitologia batmaniana. La sceneggiatura è piatta, persino fastidiosa, strizza l’occhio alle peggiori opere super-eroistiche degli anni ottanta.

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Illustrazione di Greg Capullo © Tutti i diritti riservati.

Rinascita di Scott Snyder?

Lo ammetto: in questo periodo della mia vita non amo più Batman come un tempo, quando compravo e leggevo qualsiasi cosa avesse l’emblema del pipistrello. Devo però aggiungere che ci sono scrittori e disegnatori validi, all’opera sulle storie di Batman: ho letto sceneggiatori come James Tynion IV e Tom King ed ho assaporato il piacere di anni fa. Scott Snyder ha uno stile piacevole, in partenza, ma si perde strada facendo e riduce le sue storie a un guazzabuglio disordinato. Come ho scritto, lui ama Batman. Ed è proprio questo eccesso di amore, a mio parere, a intralciare il suo lavoro. L’esempio lampante è proprio in Dark Nights Metal, nel momento in cui la storia vede muoversi comprimari come Lanterna Verde: in poche pagine, in frasi mirate e riuscite, Snyder carpisce lo spirito del crociato di smeraldo, lo innalza sfiorando la strada maestra tracciata da Geoff Johns. Nell’Hal Jordan / Lanterna Verde di Scott Snyder c’è quello che manca nel suo Batman: un tocco narrativo coinvolgente e sensato.

Lo scrittore de La Corte dei Gufi ha capacità e mezzi. Probabilmente su altre collane della DC Comics, visto il suo contratto esclusivo di architetto dell’universo di questi super-eroi, specie in lavori corali come la Justice League e persino individuali tipo un Lanterna Verde, potrà offrire quei fumetti che All Star Batman e Dark Nights Metal non sono: delle opere gustose, avvincenti e destinate a essere ricordate.

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4 pensieri riguardo “Batman Caos Snyder

  1. L’ho amato ai tempi di Detective Comics nel pre reboot per poi quasi odiarlo nei new 52. La corte dei gufi l’ho trovata la versione semplice del guanto nero e Batman RIP di Morrison, la trama è praticamente la stessa, di poco tempo prima, magari tra qualche anno l’avrei apprezzato maggiormente. Idem la morte della famiglia che è un continuo citare opere del passato e nulla più. Dopo ho smesso.
    Non mi piaceva come caratterizzava Batman e il suo voler a tutti i costi mostrare un Joker mostro portatore di caos, come diceva lo stesso Joker a Carnage nel crossover firmato Dixon “dov’è il dramma?”
    Poi non l’ho più letto. Molto meglio le storie scritte da Tomasi. Quello era il vero Batman.

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    1. Peter Tomasi e Patrick Gleason sono infatti i fautori del Superman Rebirth, a mio avviso, tra le migliori testate del recente rilancio della DC Comics. Ancora mi sfugge, invece, dove sia il talento di Scott Snyder su Batman: per fortuna non ha plagiato il ciclo di Steve Englehart e Marshall Rogers, limitandosi agli ultimi anni. Metal, tra le altre cose, sembra fare il verso al ciclo delle Lanterne Nere di Johns.

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