Lupoi rivela le vendite dei fumetti

Con l’albo che avete finito di leggere, prendiamo un congedo temporaneo dai lettori. Per alcuni mesi non troverete in edicola Frank, Jack e amici. I motivi di questa sospensione sono molto semplici. Da anni Il Punitore è la nostra testata Marvel meno venduta.

Comincia così, con un messaggio molto trasparente e diretto, un comunicato per mano di Marco Marcello Lupoi – con acronimo MML per appassionati di comics e addetti ai lavori – e rivolto, a cuore aperto, a tutti i lettori de Il Punitore. Certo, la comunicazione in questione è ormai datata e offre informazioni di vendita che appartengono a un periodo circoscritto, nonostante le dichiarazioni dell’allora editor in capo della Star Comics – la più quotata e coraggiosa casa editrice per i comics Marvel, di quegli anni, in Italia -. Sono tuttavia dati importanti perché qui, come mai prima e mai più in seguito, MML rivela le cifre di vendita dei fumetti di cui è primo responsabile.

Quanto vende Il Punitore?

Sebbene i tempi siano radicalmente cambiati e le tirature dei fumetti abbiano subito un’inarrestabile discesa verso il basso, per una carenza d’interesse da parte degli adolescenti e un conseguente mancato ricambio generazionale – elemento indispensabile per rinnovare la sopravvivenza editoriale – Il messaggio pubblicato da MML nell’ultimo numero de Il Punitore della Star Comics è molto interessante per vari motivi.

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Punisher di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

Solo La Tomba di Dracula, assestata sulle 9.000 copie in edicola, ha avuto risultati peggiori e infatti è stata chiusa dopo sei numeri. Il mensile di Punisher, dopo anni di oscillazione tra le 12.000 e le 13.000 copie (il nostro pareggio medio), è sceso nel 1993 sotto quota 10.000, fino a toccare quota 7.000 in primavera (a livello di vendita in edicola, l’unica forma di diffusione economicamente positiva per la nostra casa editrice).

Dando uno sguardo alle presunte vendite dei comics in Italia, su questo articolo precedente di Nuvole di fumetto, balza subito agli occhi come la cifra di 12 / 13.000 copie attribuita alla collana Spider-Man, la più venduta oggi, è nel 1993 un risultato di vendita minimo, sotto il quale la vita editoriale di un fumetto non è possibile: eppure, tutte le altre testate della Panini odierna e della RW viaggiano a cifre inferiori. In pratica, se nel 2019 un fumetto vende tra le 7.000 e le 9.000 copie è considerato un risultato ben più che accettabile dalla Panini Comics e persino un successo commerciale dalla RW Edizioni.

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Cover di Gene Colan per La Tomba di Dracula © Tutti i diritti riservati.

Le promesse di Lupoi

Con risultati come questi, che si inquadrano in una generale crisi dell’editoria a fumetti, collegata con la congiuntura economica del paese, la cosa più naturale sarebbe stata interrompere definitivamente la testata. Per non deludere i lettori de Il Punitore e confidando in una ripresa del mercato che permetta al mensile di tornare almeno a quota 12.000 copie, l’editore ha deciso solo una momentanea sospensione. Due, tre, sei mesi, per vedere come evolve il mercato, come reagiscono i lettori italiani a questi ultimi numeri veramente «forti» e per valutare meglio le nostre prospettive di crescita.

Il MML della Star Comics promette un ritorno in edicola. Ed è una promessa che viene mantenuta. Non con etichetta della Star, chiaramente, ma con quella della Marvel Italia: divisione rappresentativa della Marvel americana grazie alla quale Frank Castle riprende le pubblicazioni nel 1995, con la mini serie in sei parti Missione Suicida. È il momento della migliore esposizione mediatica del nuovo editore e anche The Punisher, in originale americano per volere dello stesso Lupoi – che teme, dice, la confusione del personaggio Il Punitore con un titolo erotico (?) – sfrutta la nuova scia.

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Cover di mini The Punisher © Tutti i diritti riservati.

Amico, fratello lettore mio

Come al solito, le vostre proposte, i vostri incoraggiamenti e i vostri consigli saranno utilissimi per aiutarci a prendere le giuste decisioni e per incoraggiarci in questi mesi di attesa forzata. Abbiamo nel cassetto materiale fortissimo di Punisher e soci, e contiamo nel vostro sostegno per riuscire a presentarlo al più presto. Detto questo, saluto coloro che mi sono stati accanto in questi 50 numeri de Il Punitore, in special modo Pier Paolo Ronchetti, di cui questo mensile è la serie preferita e Luca Loletti, art-director, fan numero uno e letterista part-time. Un grazie a loro, a Gino Scatasta, Andrea Giberti e a tutti i collaboratori che ci hanno affiancato in questi quattro anni e due mesi. Un grazie soprattutto a voi lettori (pochi ma buoni), che ci avete seguito per tanto tempo fedelmente. Spero di rivedervi presto su queste colonne. Un abbraccio di cuore da un dispiaciuto (ma agguerritissimo) Marco M. Lupoi

MML chiude il messaggio pubblico confidando nel sostegno del lettore tipo della Star Comics. Per quale motivo è convinto di ricevere un appoggio da parte dell’acquirente potenziale? Per almeno due ottime ragioni, in effetti.

  1. La Star Comics è una piccola casa editrice che ha il merito di aver riaperto le porte ai super-eroi Marvel in Italia. Ci è riuscita grazie al rapporto costruito sulla fiducia e sulla passione, tipico delle realtà artigianali, e alla gratitudine ricevuta dai lettori che acquistano, in molti casi, due e più copie dello stesso fumetto.
  2. MML ha conquistato i sostenitori della Marvel in Italia e gode di largo favore, grazie a un lavoro certosino che lo ha visto in prima linea, da autentico e umile appassionato, nel rilancio dei super-eroi.
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Panoramica albi a fumetti © Tutti i diritti riservati.

Lupoi svela le sue ragioni

Ho partecipato a varie tavole rotonde sui comics e, in una di queste, a Padova, anni or sono il buon Lupoi mi ha dato una risposta attraverso la quale il quadro d’insieme assume un aspetto ancora più nebuloso. Di fronte a un quesito diretto proprio sulle vendite delle testate della nuova Marvel Italia, MML avrebbe risposto, se la memoria non m’inganna, più o meno così:

Quando ho messo le mani sui dati di vendita di alcune collane sono rimasto sbalordito io per primo: Capitan America vendeva almeno il doppio di quanto m’immaginavo, lo stesso vale per testate che erano pubblicate da un altro editore, come ad esempio Wolverine. È sempre un problema rivelare i dati di vendita per questioni pubblicitarie legati ai vari sponsor: per questo motivo si tende a non fornire mai delle cifre precise. Da una parte si offre un dato inferiore per una questione di budget, dall’altra parte si tende invece a far lievitare qualche cifra.

All’epoca, MML è fresco di nomina per la divisione della Panini Comics che ha assorbito le collane pubblicate, tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, da più editori – Star Comics, Play Press, Comic Art ecc. – e la trasparenza dimostrata in occasione della chiusura de Il Punitore, nel 1993, sta già diventando qualcosa di diverso nelle affermazioni di Lupoi: ora la politica aziendale viene prima di tutto.

Tra amici si condivide tutto

Se nei tardi anni ’80 e nei primi anni ’90 c’era un atteggiamento molto caloroso e amichevole da parte degli addetti ai lavori nei confronti dei lettori, negli ultimi anni i responsabili editoriali della Panini e della RW sembrano preferire chiudersi in una sorta di omertà: i comparti redazionali sono scarni e impermeabili, il contatto con gli appassionati è affidato a fugaci apparizioni sui social media, le conferenze alle fiere somigliano a dei muri dove la partecipazione del fan è smorzata dalla fredda accoglienza di editor un tempo affabili e alla mano. Le cifre di vendita dei comics sono rinchiuse nei cassetti dei vertici delle case editrici e si vengono a conoscere solo per fughe di notizie o sporadiche interviste concesse ai media: manca in modo profondo la sensazione di vicinanza e condivisione che solo gli editor appassionati ai loro esordi sapevano trasmettere. Ne risente la qualità della relazione e, di riflesso, la vendita stessa dei comics.

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