I prezzi del fumetto (im)popolare

Il fumetto nasce come forma d’intrattenimento popolare sul finire del XIX° secolo e nella figura di un personaggio denominato Yellow Kid, a opera del disegnatore americano Richard Felton Outcault. I suoi natali sono su carta di giornale a basso costo e destinata alle masse per un utilizzo di scarsa durata. Da allora, il fumetto ha conosciuto un’evoluzione inarrestabile, ha influenzato i media, ha toccato e sviluppato l’immaginazione di innumerevoli lettori mantenendo una connotazione popolare: oggi le nuvole parlanti lo sono ancora come ieri, oppure hanno intrapreso una piega impopolare?

Un Daredevil da 500 euro

Poco prima dell’estate 2019, la Panini Comics, editore modenese che pubblica i fumetti Marvel in Italia, ha annunciato un’edizione limitata di Amore e Guerra, una graphic novel realizzata da Frank Miller e Bill Sienkiewicz: due degli autori più rinomati dei comics (e non solo). Questo volume, uscito nel 1986, ha un prezzo di mercato che oscilla tra i 15 e i 30,00 euro. Adesso, l’editore ha deciso di offrire il volume, in un elegante cofanetto completo di certificazione di autenticità, in sole 300 copie numerate e al prezzo di 500,00 euro. Un’iniziativa chiaramente destinata ai collezionisti che se la possono permettere, ma rimane comunque una proposta rivolta a un pubblico strettamente selezionato che contraddice la natura stessa del termine “fumetto”.

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Cofanetto Daredevil © Tutti i diritti riservati.

La Panini e la RW alzano i prezzi

Con un certo anticipo, apprezzabile per il rispetto dovuto al lettore, nell’estate del 2018, Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale della Panini Comics, annuncia un importante cambiamento nel formato dei comics Marvel tradotti e distribuiti dalla casa modenese: il debutto del formato a 24 pagine al prezzo di 2,00 euro. Costringe così l’acquirente a spendere mediamente 50 centesimi in più per leggere 48 pagine di due personaggi differenti (gli albi a 48 pagine passano a 3,50 euro). Sulla sponda DC Comics, la RW mantiene una foliazione media a 72 pagine aumentando il prezzo standard di copertina da 3,95 a 4,50 euro (tranne l’eccezione Superman, passato da 3,75 poi a 3,95 e infine a 4,50 euro in pochi mesi) ed aumentando, al pari della rivale Panini, anche i prezzi medi dei volumi a periodicità variabile (esempio: Wonder Woman Terra Uno, a parità di pagine, da 13,95 euro del primo volume, passa a 18,95 euro del secondo).

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Eroi Marvel Illustrazione di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

Gli editori cambiano il rapporto con i lettori

La scelta della Panini Comics di adottare una politica editoriale, per formato e contenuti, più simile ai comics americani corrispettivi, può essere accettabile o meno, tuttavia va dato atto che questo importante mutamento è anticipato da una lettera aperta online rivolta a ogni singolo lettore. Questo tipo di comunicazione, figlia della Editoriale Corno, ha un’analogia nella lettera aperta di Sergio Bonelli che avvisa, con palpabile rammarico, di una scelta dovuta alla sopravvivenza del proprio lavoro. Purtroppo, in tempi recenti, a parziale esclusione della Panini e di Sergio Bonelli Editore – che non sempre ha rispettato il medesimo bon ton – la RW sembra sottovalutare l’impegno economico richiesto ai propri lettori e l’incremento del prezzo è totalmente assente da qualsivoglia redazionale. Oggi alcuni addetti ai lavori arrivano persino a insultare chi muove delle critiche sugli aumenti, mandandoli “a farsi curare”.

Amici lettori, purtroppo ancora una volta siamo stati costretti a chiedervi un imprevisto sacrificio finanziario. Cosa dovremmo dire a nostra giustificazione? Anche in questa occasione i nuovi prezzi di copertina dei quotidiani, delle riviste e dei libri parlano per noi. Gli attuali costi della carta e delle altre materie prime ci hanno posti nella condizione di scegliere tra la sospensione della pubblicazione e «l’aggiornamento» del prezzo di vendita. Contando sulla vostra fedeltà abbiamo scelto quest’ultima soluzione, e vi ringraziamo fin d’ora per la comprensione che vorrete accordarci. Il Direttore (lettera d’annata di avviso ai lettori da parte della Sergio Bonelli Editore).

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Tex e gli eroi Bonelli di Claudio Villa © Tutti i diritti riservati.

I punti fondamentali del fumetto popolare

Ma quali sono tutte le caratteristiche di un fumetto popolare? Ogni collana editoriale, pubblicata con una regolare periodicità e distribuita in edicola e/o in fumetteria presenta dei punti imprescindibili per vantare la connotazione con la quale è riconosciuta.

  1. Il fumetto popolare è un intrattenimento a basso costo. La periodicità regolare implica una lavorazione serrata, rispetto a quella di una graphic novel (a cadenza irregolare) e dei ritmi di lavoro continuativi, condizionati dall’uscita mensile, o con regolarità comunque similare.
  2. Il fumetto popolare ha una carta di poco pregio. Questo si rende necessario per limitare il prezzo di copertina, destinando la carta patinata ai prodotti editoriali di livello qualitativo superiore (le graphic novel).
  3. Il fumetto popolare avvince il lettore attraverso un meccanismo di cliffhanger (narrazione con brusca interruzione nel momento di maggior suspense) che lo rimanda a proseguire la lettura nel numero successivo.
  4. Il fumetto popolare è conservatore. Raramente i protagonisti crescono, si sposano e invecchiano, nella maggior parte dei casi un personaggio rimane immutato anche dopo decenni. Fatta eccezione per periodi di rinnovamento e/o matrimonio e/o paternità che sovente si risolvono con un ritorno alle origini.
  5. Il fumetto popolare è imperfetto. La struttura che compone il soggetto, la sceneggiatura, i disegni, il lettering e in vari casi il colore è soggetta a crepe: le componenti non funzionano sempre con la medesima qualità, talvolta una di esse è prodotta con mera sufficienza provocando, in molti casi, l’allontanamento del lettore tipo, per poi tentare di recuperarlo perfezionando gli aspetti minori della collana.

Se uno di questi cinque principi base viene a mancare, non ci troviamo più di fronte a una produzione seriale, ma ad un ibrido che avrà qualche difficoltà a mantenere le proprie caratteristiche e, di riflesso, gli acquirenti più numerosi.

Una casa editrice insensibile non sopravvive

Di fronte a un innegabile livellamento degli acquirenti dovuto a una serie di molteplici fattori (le nuove generazioni leggono poco, l’offerta è cresciuta a discapito della domanda, i protagonisti delle collane storiche sono stati troppo sfruttati, bravi professionisti fumettari ce ne sono meno), gli editori rispondono allo stesso modo del secolo scorso: aumentando il prezzo di copertina, ben sapendo che questa operazione allontanerà una fetta di pubblico, con la speranza che gli acquirenti restanti siano in numero sufficiente al mantenimento del fumetto seriale. Se ciò non basta, la pubblicazione chiude i battenti. Purtroppo alcune case editrici stanno dimostrando un’insensibilità e una mancanza di riconoscenza spiccata.

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Trinity illustrazione di Alex Ross © Tutti i diritti riservati.

La fedeltà va premiata e non attaccata

Molti addetti ai lavori sono insofferenti alle lamentele dei lettori e affermano che in Italia il fumetto è tuttora un’isola felice, perché ha mediamente prezzi inferiori rispetto ad altri paesi. Sebbene la constatazione sia innegabile, si trascurano però altri fattori, come ad esempio la catastrofica situazione economica italiana e l’alto tasso di disoccupazione: situazione che costringe una persona a tagliare spese non indispensabili alla propria sopravvivenza. Un aumento considerato irrisorio da chi produce un fumetto, talvolta implica uno sforzo non sostenibile da chi lo compra a ogni uscita: vedersi sottovalutare impegno e fedeltà porta il lettore a una comprensibile irritazione e al possibile abbandono.

Come riuscire a rimanere popolari?

Le critiche sono spiacevoli e sfociano spesso in polemica sterile. Ma ignorare il disappunto e i consigli dei lettori è controproducente alla salute di una collana a fumetti. Per conservare le caratteristiche di popolare e non finire nell’impopolare occorrono sacrifici e cambi di politica editoriale.

  1. La carta del fumetto popolare. Fondamentale per la pubblicazione, la carta è reperibile in varia grammatura. Quella riciclata ha un prezzo molto contenuto, rispetto ad una patinata. La Star Comics pubblicava fumetti con carta riciclata, a fine anni ’80 e inizio anni ’90, limitando i costi di produzione e, di riflesso, il prezzo di copertina.
  2. La stampa del fumetto popolare. Con le nuove tecnologie digitali e con il crescente numero di tipografie è possibile individuare un’azienda che applichi tariffe migliori, spesso risparmiando dal 10 al 30% a parità di qualità.
  3. La distribuzione del fumetto popolare. Il distributore ha tariffe consistenti e incide molto sul prezzo di copertina, tuttavia un bravo negoziatore può ottenere una riduzione dei costi e selezionare le aree geografiche più remunerative tagliando i rami secchi e arrivando a un sensibile risparmio.
  4. La netiquette del fumetto popolare. Un editore serio e capace deve curare i rapporti con i lettori, magari prendendo esempio dall’educazione tenuta in passato e consigliando i propri addetti ai lavori a costruire con l’acquirente un rapporto basato sul reciproco rispetto e la comprensione. Solo così si garantisce la fidelizzazione.

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